L'editoriale di fine anno dell'eurodeputato Marco Falcone pubblicato nell'inserto del quotidiano "La Sicilia" del 31 dicembre 2025

La rotta dei Popolari: un’Europa unita che sceglie e decide

L’editoriale di fine anno del vice capo delegazione FI-PPE al Parlamento Europeo, Marco Falcone, pubblicato nell’inserto del quotidiano “La Sicilia” del 31 dicembre 2025

Oggi si parla tanto di Europa, ma pochi guardano a ciò che realmente deve essere: un progetto politico condiviso con l’ambizione di mettere insieme le specificità di ben ventisette Paesi, attraverso responsabilità comuni e decisioni coraggiose che abbiano una proiezione quantomeno decennale. L’Europa non può essere uno slogan, né tantomeno un luogo comune. Appunto su queste basi, noi del Gruppo del Partito Popolare Europeola più grande famiglia politica del Parlamento Europeo – lavoriamo fin da inizio legislatura per imprimere una rotta finalmente pragmatica e competitiva alle politiche di Bruxelles. Come? Assumendo le scelte necessarie, puntando più sull’efficacia che sul compromesso a ogni costo. È su di noi Popolari che gli europei hanno riposto le loro aspettative.

I primi risultati sono già visibili. A partire dall’avvio di una nuova politica industriale europea che guarda più a produttività e tutela del lavoro che alla ricerca esasperata di posizioni green. Oggi il buon senso deve prevalere su impulsi ideologici che, finora, hanno solo il merito di penalizzare settori strategici come l’automotive, l’edilizia e i trasporti, ma anche la nostra agricoltura. Nel frattempo, prende forma una stagione di semplificazione, con i vari provvedimenti “Omnibus” che tagliano la burocrazia in favore di chi investe e crea lavoro in Europa. Guardiamo poi a stanziare solide risorse finanziarie per gli Stati e le Regioni seguendo due concetti: competitività e innovazione. E ancora, il piano per gli investimenti sulla difesa comune: non per fare la guerra, ma per difendere la pace e proteggerci da eventuali e nuove minacce ibride.

In questo mutato contesto, si inseriscono le battaglie della Delegazione di Forza Italia a Bruxelles. Innanzitutto, la difesa della manifattura e dell’agricoltura non è una battaglia di retroguardia, ma un pragmatico impegno in avanti. Poi, da europeisti, siamo per una più profonda integrazione dell’Unione: servono capitali adeguati e impegni finanziari condivisi; per questo, in Commissione Politiche monetarie, abbiamo rilanciato il progetto degli eurobond, andando oltre approcci rigoristi ormai superati dalle esperienze degli ultimi anni. Da liberali, inoltre, siamo convinti che l’intervento pubblico debba sostenere, e non sostituire, l’iniziativa privata. Lavoriamo quindi per stimolare il credito: da un lato dialogando con il sistema bancario, dall’altro chiedendo alla BCE una politica monetaria più favorevole alla crescita, attraverso l’abbassamento dei tassi d’interesse e dei costi per le imprese. Qui si inserisce anche il convinto sostegno al progetto dell’euro digitale: la moneta del futuro che dovrà rafforzare l’autonomia strategica europea e semplificare la vita dei cittadini.

Siamo però per una visione d’Europa che non sia esclusivamente economicista. Per questo il Gruppo PPE ha posto la casa – luogo per noi sacro, che offre stabilità alla prima cellula della società, la famiglia – finalmente al centro dell’agenda europea. Nella Commissione speciale Politiche abitative, abbiamo lavorato per affermare principi chiari: il nuovo European Housing Pact deve disporre di stanziamenti certi e rispettare le differenze tra i modelli abitativi nazionali o regionali. Ciò che funziona a Berlino non è automaticamente replicabile a Palermo. Abbiamo quindi voluto avvicinare l’Europa ai territori, con la missione di settembre a Milano e Palermo. Nella Risoluzione sulla casa che voteremo fra qualche mese troveranno spazio punti concreti: riduzione dell’Iva per gli investimenti edilizi, riqualificazione dell’esistente e dei borghi spopolati, politiche abitative dedicate a giovani coppie e studenti.

Infine, avevamo assunto un impegno preciso: ricostruire un ponte solido tra Bruxelles e i territori, in particolare le Regioni e le Isole, secondo i principi di sussidiarietà e insularità. Negli occhi dei pescatori siciliani che hanno incontrato con noi il commissario Kostas Kadis, abbiamo colto una speranza nuova: quella di essere finalmente ascoltati. Le istanze della pesca, ma anche dell’agricoltura e delle attività primarie in genere, trovano oggi cittadinanza grazie all’azione del gruppo PPE.

È questa l’Europa in cui crediamo: concreta, affidabile, vicina ai cittadini e pronta a decidere. Guardiamo così al nuovo anno, augurando a tutti gli europei un 2026 dove far vincere la libertà, la solidarietà e la giustizia, fondamenti essenziali per un’Unione forte e autorevole.