Marco Falcone, membro Commissione Casa e vice capo delegazione FI nel Gruppo PPE al Parlamento Europeo, firma un editoriale per “La Sicilia” assieme a Borja Giménez Larraz, Capo negoziatore Gruppo PPE, in vista del voto sulla prima, storica, Relazione di Strasburgo sulla crisi abitativa e le soluzioni per un nuovo European Housing Pact
Negli ultimi anni, in tutta l’UE, avere accesso a una abitazione è diventato non solo “più costoso”, ma fortemente problematico – se non impossibile – per milioni di europei. Soprattutto giovani. I dati sono noti: dal 2010 i prezzi delle case sono aumentati di oltre il 60 per cento e gli affitti del 30 per cento. In molte città, da nord a sud del continente, le coppie spendono quasi la metà del proprio reddito per avere un tetto sopra la testa. Sono notevoli, inoltre, le barriere per chi acquista casa per la prima volta. Serve una risposta politica, poiché il diritto alla casa è il primo mattone su cui l’individuo costruisce un’esistenza serena. La casa è il tetto sotto cui cresce la famiglia, la prima cellula di una società armoniosa. Ecco perché noi, popolari europei, abbiamo puntato molto sul nuovo Patto europeo sull’Housing.

Il prossimo 10 marzo, a Strasburgo, adotteremo la Relazione finale sulla crisi abitativa nell’UE, la prima in assoluto per il Parlamento Europeo. I lavori della Commissione speciale sulla Casa, guidati dal relatore Ppe Borja Giménez Larraz, si sono prolungati per un anno e mezzo. Fondamentale è stato l’impegno sul campo degli eurodeputati: le ricette abitative che valgono per Amsterdam o Stoccolma potrebbero, infatti, non essere adatte a Napoli o Atene. Abbiamo voluto quindi che una delle missioni speciali della Commissione si svolgesse in Sicilia, a Palermo, per mettere al centro dell’agenda le esigenze dei territori del Sud Europa e insulari. Grazie a questo, la relazione prevede anche su un Piano specifico per le aree insulari, per le aree interne e per le zone ultraperiferiche, dove si pone il tema di spopolamento e rilancio degli investimenti locali.
Per comprendere ciò che è emerso dall’indagine, facciamo un passo indietro. Dopo la crisi finanziaria, l’intero settore delle costruzioni è crollato: gli investimenti sono calati, così come la manodopera qualificata. Allo stesso tempo, purtroppo, gli ostacoli normativi sono aumentati vertiginosamente. Le regole urbanistiche sono diventate complesse, i requisiti ambientali ed energetici stringenti. Tutto ciò ha portato a un calo quantitativo e qualitativo dell’offerta, primo punto su cui l’Europa deve intervenire. Ecco perché, come voluto dal Gruppo PPE, nella Relazione sull’housing si invita la Commissione europea a presentare un pacchetto di semplificazioni e defiscalizzazioni per l’edilizia abitativa. La giovane coppia di Gand vuole che si costruisca di più e più velocemente. Allo stesso tempo, in Sicilia, occorre procedere spediti nella rigenerazione del patrimonio edilizio esistente. Sì, gli standard climatici ed energetici sono importanti. Certo, la sostenibilità conta. Ma innanzitutto servono regole che agevolino il mercato. In questo senso, come punto qualificante della Relazione, la Delegazione di Forza Italia nel Gruppo PPE ha voluto inserire il taglio l’Iva sugli investimenti in edilizia.
Accanto alla semplificazione, deve esserci la certezza del diritto, sia per i proprietari sia per gli inquilini. Spesso ottenere un permesso può richiedere anni, mentre secondo noi dovrebbe arrivare entro sessanta giorni. Se l’amministrazione competente non fornisce risposta vale il silenzio assenso, specie quando si tratta di riconvertire terreni già edificati e costruzioni esistenti. Certo, come detto, non esiste una soluzione valida per tutti. Il principio di sussidiarietà deve rimanere il punto di riferimento. L’Europa dovrebbe contribuire a rimuovere gli ostacoli e a sostenere gli investimenti. I governi locali, regionali e nazionali restano i più adatti a definire le policy di dettaglio.
Il Gruppo PPE ha stabilito priorità chiare nella Relazione: regole più semplici e permessi più rapidi, meno tasse sugli investimenti, recupero dell’esistente e un sostegno mirato a chi ne ha più bisogno, nel pieno rispetto delle competenze nazionali. Accessibilità economica vuol dire consentire alle giovani coppie di mettere su famiglia. Abbiamo posto la prima pietra. Ora è il momento di dare un tetto al diritto alla casa in Europa.
Borja Giménez Larraz – Capo negoziatore Gruppo PPE in Commissione Casa al Parlamento Europeo
Marco Falcone – Membro Commissione Casa, vice capo delegazione FI nel Gruppo PPE al Parlamento Europeo



