L’eurodeputato lavora per tenere vivo il contatto con amministratori locali e forze della società civile in Sicilia

Falcone, intervista a “La Repubblica”. «Vado avanti con il mio progetto. Lavoro per ascoltare i siciliani»

Il terremoto dentro Forza Italia agita a tutti i livelli. E se da Bruxelles, dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, arriva la conferma che per il momento non ci sono ipotesi di addio del capo delegazione, Fulvio Martusciello, è l’eurodeputato di FI Marco Falcone a intervenire sottolineando che non ci sono scossoni all’orizzonte, ma che «Bruxelles mi dà modo di guardare a quel che accade in Sicilia dalla giusta distanza». Cosa vede da quella distanza, però, non è un quadro confortante: l’eurodeputato infatti sta lavorando per tenere vivo il contatto con amministratori locali e forze della società civile che in questo momento cercano punti di riferimento perché «In passato – osserva – si sono fatti troppi strafalcioni». E se il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, si dice convinto che Luca Sammartino possa passare a Forza Italia, Falcone è netto: «È un’ipotesi che escludo».

Come prosegue il suo progetto sulla Sicilia?
«Stiamo ascoltando e raccogliendo le istanze di tanti settori sociali, è il nostro lavoro di sempre. Ascoltiamo le aspettative dei siciliani e da questo poi possono nascere suggestioni interessanti».

In Sicilia il partito non gode di ottima salute. Dalla base arriva una richiesta di inversione di tendenza?
«Io credo che chi non si rende conto che le cose stanno cambiando e gli schermi sono sovvertiti, rischi di essere fuori dal tempo. Forse perché impegnato dal mio palcoscenico europeo, vedo molte cose con maggiore distacco rispetto alle fibrillazioni e alle agitazioni locali, però credo che comunque oggi non soltanto Forza Italia, ma il centrodestra deve fare un passo in avanti per poter rafforzare il rapporto con gli elettori».

Invece il vertice di maggioranza tornerà a riunirsi giorno 18 per discutere di variazioni di bilancio. Insomma, si ripete sempre il vecchio schema?
«Sono stato informato. È salutare che una maggioranza si incontri per poter programmare atti importanti come quello della Finanziaria, in un contesto molto favorevole in cui la Regione ha grandi risorse che se utilizzate bene possono diventare elemento di crescita per il nostro territorio. Se affrontato con lo spirito giusto può diventare un correttivo su alcuni strafalcioni che sono stati commessi in passato».

Lei è stato assessore all’Economia prima di Alessandro Dagnino. Rivendica il merito del percorso che ha portato al risanamento?
«I risultati di un’azione di governo non si producono nell’immediatezza, sono il frutto di anni di lavoro. Io credo che quello che oggi si vede sia frutto certo del mio lavoro e di questo governo, ma anche del governo precedente».

Favorevole o contrario alle elezioni anticipate?
«Contrario. Credo che le elezioni anticipate siano la certificazione che qualcosa non ha funzionato. Le elezioni anticipate si possono verificare in contesti eccezionali, ma in questo caso le sento più che altro invocate nelle ripicche di alcuni deputati regionali. Votare prima mi sembra che evidenzi l’incapacità di governare: un atto oggettivamente ingeneroso nei confronti di un governo che comunque sta facendo dei risultati».

Cateno De Luca sostiene che presto Luca Sammartino passerà a Forza Italia. Lui smentisce, ma il tema tiene banco nelle segreterie politiche.
«Luca Sammartino è un leader importante di un partito solido come la Lega, non vedo ragioni perché debba lasciarlo per guardare altrove. Sinceramente lo escludo».

Miriam Di Peri, La Repubblica Palermo